Millenni di storia montana.
Uomini in alta quota
La sezione storica del museo traccia un affascinante viaggio attraverso i millenni per scoprire come l'Uomo abbia abitato e sfruttato l'alta quota dolomitica. Il filo conduttore di questo percorso espositivo è rappresentato dalla storia millenaria della pastorizia e della transumanza, che ha caratterizzato questi territori dalle prime comunità di agricoltori-allevatori fino ai giorni nostri.
Il sito di Mandriz rappresenta una testimonianza fondamentale di questa continuità storica. Questo riparo sotto roccia situato a monte della borgata di Santa Fosca (1.750 m di altitudine), scoperto da Vittorino Cazzetta nel 1985, documenta la frequentazione stagionale del territorio da parte di pastori transumanti a partire dal Neolitico finale (IV-III millennio a.C.). Gli scavi hanno riportato alla luce ceramiche , strumenti in selce lavorata, manufatti in osso e corno, oltre a resti faunistici che testimoniano una dieta basata sia su animali domestici che su fauna selvatica cacciata.


Le vetrine espositive presentano una ricca documentazione di questo passaggio fondamentale dalla vita nomade a quella stanziale, mostrando come questi antichi pastori raggiungessero i pascoli d'alta quota durante la stagione estiva seguendo probabilmente le valli del Cordevole e della Val Fiorentina.
Il percorso prosegue attraverso le epoche successive, illustrando la continuità dell'uso del territorio montano: dalle tracce degli allevatori dell'Età del Bronzo rinvenute a Mondeval, alla straordinaria stele paleoveneta del Monte Pore, scoperta nel 1866 e dal significato ancora dibattuto tra gli studiosi, che potrebbe rappresentare un cippo di confine tra popolazioni venetiche e retiche.
Di particolare rilevanza è la documentazione dell'epoca romana, quando questo territorio entrò a far parte dell'organizzazione amministrativa dell'Impero. I calchi delle tre iscrizioni rupestri del Monte Civetta documentano l'antico confine tra i territori dei municipi romani di Bellunum (Belluno) e Iulium Carnicum (l'attuale Zuglio, in provincia di Udine). Queste iscrizioni confinarie, datate al I-II secolo d.C., riportano la scritta "FIN(es) BEL(unatorum) IUL(iensium)" e testimoniano l'importanza strategica di quest'area alpina per l'amministrazione romana.
Accanto ai calchi sono esposti reperti romani originali rinvenuti nella zona di Mondeval, tra cui monete e una fibula, che documentano la presenza e i passaggi di epoca romana in questi territori d'alta quota.
La sezione si arricchisce anche di testimonianze medievali rappresentate da frammenti ceramici rinvenuti nella zona del Passo Giau che attestano la continuità della frequentazione di questi valichi alpini anche durante il Medioevo quando le vie di comunicazione tra le valli rivestivano un'importanza fondamentale per gli scambi commerciali e culturali.
Il percorso si conclude con le pergamene medievali che svelano un complesso sistema di gestione collettiva dei pascoli e del territorio, mostrando come le tradizioni pastorali si siano tramandate attraverso i secoli fino ad arrivare alle moderne Regole cadorine.
La sala panoramica finale offre una sintesi delle caratteristiche storiche, architettoniche e sociali della Val Fiorentina e dei territori circostanti, fornendo ai visitatori un quadro completo per comprendere e apprezzare pienamente questo straordinario patrimonio culturale ancora vivo nel presente.




